Quando si parla di tennis femminile, per me, si parla di Steffi Graf. Ero ancora una bambina quando assistevo alle imprese della mitica tennista tedesca. Riportare tutte le sue vittorie sarebbe un’impresa ardua e non basterebbero sicuramente poche righe. Quello che voglio raccontare è l’idea che avevo di questa atleta. Per me, nonostante fossi ancora troppo piccola per comprendere pienamente le qualità di una sportiva, lei rappresentava una donna d’acciaio, inossidabile, inaffondabile. Vederla giocare, con la sua determinazione, la sua lucida freddezza e la sua grinta, è qualcosa che mi è rimasto impresso. Steffi Graf, per me, è il tennis!

Una carriera pazzesca, costellata di successi, di sfide memorabili, rivalità sportive uniche. Come dimenticare il filo da torcere datole dall’altra grande tennista, Monica Seles? Con lei la Graf ha disputato delle gare di altissimo livello. Purtroppo la allora lanciatissima Seles lasciò il tennis per due anni, a seguito di una brutta aggressione, con accoltellamento alla spalla, subita ad Amburgo da parte di uno spettatore. Le malelingue accusarono la Graf di essere rimasta grande nel tennis solo a seguito dell’abbandono della Seles, ma a ben guardare, Steffi era quella ad aver vinto più gare nelle sfide tra le due.

Della Graf ho deciso di postare tre video. Il primo risale al 1988 e riguarda le vittorie del Golden Slam, ovvero dei 4 tornei più importanti del tennis (Wimbledon, Roland Garros, U.S. Open, Australian Open, vale a dire il ‘Grande Slam’) più l’oro ai Giochi Olimpici, in questo caso di Seul 1988.

Il secondo video è proprio quello della premiazione alle Olimpiadi di Seul.

E, per ultimo, un suo ritorno in televisione, in una sfida tutta particolare… 🙂

Annunci

Durante il mio soggiorno Erasmus a Tübingen, tante sono state le cose che mi hanno colpita e affascinata: i luoghi, la gente, lo stile di vita, le belle amicizie e l’uso della stilografica in facoltà! Ebbene sì, quasi tutti i miei colleghi di facoltà, nonché i miei professori, scrivevano con la stilografica. Ci tengo a precisare che sono da sempre stata una amante di stilografiche, pennini e inchiostro, sebbene non fosse sempre stato facile per me usarle a lezione. Un giorno notai che, sebbene in formati e colori diversi, tutti usavano la stessa marca. E da quel momento anche io sono entrata nel mondo LAMY.

LAMY è uno dei simboli del Made in Germany, fondata negli anni Trenta a Heidelberg. Personalmente posso dire che oltre a essere belle, scrivono in maniera fantastica e sono alla portata di tutte le tasche. La cosa bella di queste penne, infatti, è che sono fatte appositamente per essere usate tutti i giorni e sono morbide e scorrevoli alla scrittura.

Io ho una mia piccola collezione personale, ecco un paio di esempi (foto: Maria Teresa De Roberto)

Enhanced by Zemanta

Rosenstolz sono un duo di Berlino, famosissimi negli anni Novanta, che cantano in tedesco e fanno un misto tra pop/rock e chanson, tanto da essersi meritati un genere tutto loro: il “Mondänpop. I loro testi ruotano maggiormente intorno all’amore e i sentimenti, ma non mancano argomenti politici e scabrosi. Il mio album preferito, infatti, è Erwarten Se nix uscito nel 2004 e contenente i brani più osé del periodo 1994/95, affrontati da Anna R. e Peter Plate con grande ironia, quasi in stile vaudeville.

mia foto della copertina dell’album
Erwarten Se nix

Vi voglio proporre due canzoni. La prima – Für dich mich dreh‘ – è molto particolare. Il sound ci conduce in un’atmosfera fumosa e scarsamente illuminata, dove la voce della cantante ci accompagna in un monologo/dialogo dal ritmo sempre più crescente.

Essa parla con eleganza, e senza mai cadere nella volgarità,  di una ragazza che si esibisce in un peep show. Il tono malinconico e il ritmo lento trasmettono tutta la solitudine della scena raccontata.

La seconda canzone – Schlampenfieber – è spudorata e divertente. Anna R. enfatizza ironicamente le sue doti canore, interpretandola in maniera teatrale e appunto chansonesque.

la band Juli
fonte: stustaculum.de

I Juli sono un gruppo di pop alternativo originario di Gießen, nell’Assia. Anche loro sono tra gli esponenti di picco della nuova Neue Deutsche Welle e sono apparsi quasi contemporaneamente ad altri gruppi quali Silbermond e Wir Sind Helden, di cui parlerò prossimamente. La band ha all’attivo 3 album e al momento sembra si sia presa una piccola pausa dalle scene.

Il loro singolo di debutto Perfekte Welle (trad. Onda perfetta) del 2004 fu un vero successo, tanto da diventare un tormentone in radio. Purtroppo per loro, però, qualche mese dopo ci fu lo tsunami nell’Oceano Indiano che provocò tanti danni e fece numerose vittime. Molte radio e televisioni decisero allora di non programmare più il brano, in segno di rispetto. Sebbene la canzone, ovviamente, non avesse contenuti irrispettosi (visto che parlava di un surfer in attesa dell’onda perfetta) la band e la casa discografica si mostrarono comprensivi verso questa decisione.

Gustatevi questi 3 brani (uno per ciascun album)!

Enhanced by Zemanta

Quando si parla di cinema tedesco, bisognerebbe aprire un’enciclopedia a tema. Sì, perché la storia del cinema teutonico è davvero di tutto rispetto.

Questa rubrica, però, non vuole essere nulla di pretenzioso. Non vuole catalogare film, ma vuole semplicemente curiosare nel vasto archivio della cinematografia germanica, spulciando tra pellicole del passato e film più recenti, tra generi cinematografici diversi, tra storie e curiosità, attori e registi. Il tutto per condividere le emozioni di un bel film, magari scoperto per caso oppure consigliato da amici.

Questa rubrica vuole essere un semplice omaggio alla vivace cinematografia tedesca.