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È di due giorni fa la notizia sui dati della disoccupazione giovanile in Italia, rilevati dall’Istat e riferiti al mese di maggio. 36,2%: il peggior dato di sempre!

Niente di incoraggiante, quindi, per la fascia più giovane (15-24 anni), tanto che sono in molti a dire che l’Italia non è un Paese per giovani. Peggio di noi solo Spagna e Grecia (dato di marzo per quest’ultima), entrambe al 52,1%, Slovacchia (38,8%) e Portogallo (36,4%). Le cose non vanno meglio, inoltre, nemmeno sulla percentuale del tasso di disoccupazione della popolazione nel complesso che è del 10,1%, in lieve calo rispetto ad aprile (- 0,1%) ma in netto aumento su base annua (+ 1,9%).

Nell’Eurozona la situazione non è certo più rosea. Secondo Eurostat, il tasso di disoccupazione raggiunge quota 11,1% (+ 0,1% rispetto ad aprile, + 1,1% rispetto a maggio 2011) e, in generale, nell’Unione Europea è salito al 10,3% (+ 0,1% rispetto ad aprile, + 0,8% rispetto a maggio 2011).

Indovinate, invece, dove le cose vanno meglio? Manco a dirlo, tra i paesi con i tassi più bassi troviamo Germania e Austria. Così, mentre la Germania ha il tasso di disoccupazione giovanile più basso d’Europa (7,9%, a cui fa seguito l’8,3% dell’Austria), l’Austria ha il tasso di disoccupazione più basso d’Europa (4,1%), seguita da Olanda (5,1%), Lussemburgo (5,4%) e Germania (5,6%).

Un altro buon motivo per fare un pensierino sullo studio del tedesco, non vi pare?

Fonte dati: Istat ed Eurostat

Navigando alla ricerca di notizie dal mondo germanico, ho trovato questo articolo interessante di Maurizio Di Lucchio sul blog del Corriere della Sera, La Nuvola del Lavoro.

L’articolo è dello scorso 20 marzo e parla della richiesta di talenti italiani nel mercato del lavoro in Germania. Secondo Peter Barnefske, direttore della società Phoneix Gir, le aziende tedesche sarebbero alla ricerca di personale italiano, perché considerato “sveglio”. Le figure più richieste sono ingegneri, medici e infermieri, ma non mancano offerte per il personale nelle strutture alberghiere e artigiani.

E se avete ancora dei dubbi sul tuffarvi o no in un’avventura lavorativa in terra teutonica per via della non conoscenza della lingua tedesca, c’è da dire che le aziende prendono in considerazione i candidati che abbiano un livello di conoscenza linguistica A2, vale a dire un livello base.

Allora cosa aspettate? Questo sì che è un ottimo motivo per studiare il tedesco!

E in Germania vanno a caccia di talenti italiani

di Maurizio Di Lucchio

in La Nuvola del Lavoro (blog Corriere della Sera) – 20 marzo 2012

Ci sono tanti motivi per cui valga la pena studiare tedesco. Certo, detto da me che adoro la lingua e la cultura tedesca, può sembrare vagamente di parte, ma i fatti lo dimostrano.

Lo scorso ottobre ho salvato un articolo apparso sul Corriere del Veneto, intitolato “Gli hotel assumono solo austriaci «I nostri ragazzi non sanno il tedesco»“. Nell’articolo – firmato da Alice D’Este e Mauro Zanutto – si mettevano in evidenza le difficoltà degli albergatori di Venezia e del litorale di trovare ragazzi italiani che sapessero parlare tedesco. Della serie, il lavoro c’è ma manca il personale con competenze linguistiche. Così si è dovuto cercarlo nella vicina Austria.

Un vero peccato, se si considerano anche i dati relativi al turismo che, nella sola Venezia, lo scorso anno, hanno rilevato i turisti tedeschi tra i primi posti.

Il problema è principalmente legato alla scuola, al fatto che la lingua tedesca sia sparita da molti istituti scolastici. Una cosa su cui tocca riflettere seriamente e che necessita di essere cambiata.