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Ferragosto si avvicina e siamo tutti (o quasi) indaffarati a preparare lo zainetto da portare in spiaggia. Nello zainetto, oltre alle solite cose quali: creme, lettore mp3 e collezione quasi ambrosiana di tutti i giornali di gossip possibili e immaginabili, vi consiglio un libricino leggero ma utilissimo.

Versprechen Sie Deutsch , edito da RoRoRo, è una ottima lettura per chi desidera migliorare le sfumature della lingua, soprattutto nel suo uso più quotidiano. Il libro non ha regole grammaticali ma pone a confronto parole dal suono o dall’uso simile, contestualizzandole in frasi che aiutano a capire la differenza d’uso. Inoltre, è possibile fare degli esercizi e autovalutarsi… una vera chicca per i freak della lingua come me! 

Come potete vedere, io me lo sono portato in vacanza, insieme alle mie immancabili Birkenstock!

Schöne Ferien a Tutti!

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titolo originale: Good Bye, Lenin!

regia: Wolfgang Becker

con: Daniel Brühl, Katrin Saß

anno: 2003

trama:  Berlino Est, 7 ottobre 1989. La DDR, la Repubblica Democratica Tedesca, festeggia i 40 anni. Nell’aria, però, ci sono venti di cambiamento. Alex è un ragazzo che vive questo fermento con curiosità. Durante una manifestazione di dissenso politico, a cui Alex partecipa, sua madre Christiane – convinta socialista – assiste al suo arresto e, colta da malore, va in coma. Al risveglio, il muro è ormai caduto e Berlino è in piena trasformazione. Per evitarle un ulteriore shock, che per Christiane sarebbe fatale, Alex cerca di farle credere che nulla sia cambiato e che la DDR e tutto il sistema socialista esista ancora.

Come vi sentireste se un giorno vi svegliaste e improvvisamente il mondo a cui eravate abituati, in cui credevate fermamente, fosse completamente svanito? Che effetto vi farebbe? In una Berlino in pieno subbuglio, vitale ed energica, si svolge la storia di Alex e di sua madre Christiane, una donna cresciuta con gli ideali della DDR. E questo film, al di là dei cambiamenti che portarono all’unificazione della Germania, al di là della politica e dello stravolgimento in corso, è essenzialmente un atto d’amore di un figlio nei confronti della madre, a cui vuole lasciare l’illusione che il suo mondo ideale sia rimasto solido e intatto. Good Bye, Lenin! è in assoluto uno dei miei film preferiti. Ottima la colonna sonora curata da Yann Tiersen (lo stesso autore della colonna sonora de ‘Il favoloso mondo di Amélie’) e ottima anche la regia, specie durante la scena più emozionante del film, quella della statua volante di Lenin sotto lo sguardo smarrito di Christiane. Il film, campione di incassi in Germania, rientra nel filone della Ostalgie, la cosiddetta nostalgia per la Germania dell’Est. Toccante, tenero, ironico, divertente e commovente. Le emozioni che passano in rassegna sono davvero tante, sullo sfondo di una città affascinante, al centro del mondo, in piena rivoluzione socio-culturale dove, come dice Alex, il futuro è “incerto, ma carico di promesse“.

Quando si parla di tennis femminile, per me, si parla di Steffi Graf. Ero ancora una bambina quando assistevo alle imprese della mitica tennista tedesca. Riportare tutte le sue vittorie sarebbe un’impresa ardua e non basterebbero sicuramente poche righe. Quello che voglio raccontare è l’idea che avevo di questa atleta. Per me, nonostante fossi ancora troppo piccola per comprendere pienamente le qualità di una sportiva, lei rappresentava una donna d’acciaio, inossidabile, inaffondabile. Vederla giocare, con la sua determinazione, la sua lucida freddezza e la sua grinta, è qualcosa che mi è rimasto impresso. Steffi Graf, per me, è il tennis!

Una carriera pazzesca, costellata di successi, di sfide memorabili, rivalità sportive uniche. Come dimenticare il filo da torcere datole dall’altra grande tennista, Monica Seles? Con lei la Graf ha disputato delle gare di altissimo livello. Purtroppo la allora lanciatissima Seles lasciò il tennis per due anni, a seguito di una brutta aggressione, con accoltellamento alla spalla, subita ad Amburgo da parte di uno spettatore. Le malelingue accusarono la Graf di essere rimasta grande nel tennis solo a seguito dell’abbandono della Seles, ma a ben guardare, Steffi era quella ad aver vinto più gare nelle sfide tra le due.

Della Graf ho deciso di postare tre video. Il primo risale al 1988 e riguarda le vittorie del Golden Slam, ovvero dei 4 tornei più importanti del tennis (Wimbledon, Roland Garros, U.S. Open, Australian Open, vale a dire il ‘Grande Slam’) più l’oro ai Giochi Olimpici, in questo caso di Seul 1988.

Il secondo video è proprio quello della premiazione alle Olimpiadi di Seul.

E, per ultimo, un suo ritorno in televisione, in una sfida tutta particolare… 🙂